giovedì 11 novembre 2010

BIO-MERCATO in Cascina Torchiera

Per chi ancora non lo sapesse esiste a Milano un luogo che tenta di sfidare le leggi del tempo, e sì, anche quelle del capitalismo governante: si tratta della Cascina Torchiera, edificio di importanza storica risalente al 1330, e di proprietà dei Padri della Certosa di Garegnano fino al 1888. Acquistata successivamente dal Comune di Milano, ente che non si è mai preoccupato della conservazione del luogo, lasciando cadere la struttura in uno stato di totale degrado, la Cascina è stata occupata nei primi anni novanta da un gruppo di ragazzi del quartiere che vi si insedia dando vita al Centro Sociale Autogestito Torchiera, per cercare di recuperare e sostenere il luogo in maniera autogestita.
La Cascina Autogestita Torchiera Senz'Acqua prende questo nome dall'evento risalente al 1995, anno in cui l’Amministrazione Formentini mura il tubo di ingresso dell’acqua della Cascina ed emana un’ingiunzione di sgombero, tuttora presente, si legge nel sito. Da allora decine di persone si sono impegnate con opere di volontariato per far si che questo luogo potesse continuare a vivere, apportando lavori di ristrutturazione e dando vita ad uno spazio sociale unico nel suo genere.
Vi assicuro che è un luogo aperto a tutti, dove è facile incontrare agli eventi in programma famiglie con bambini, giovani coppie, e anche nonnetti nostalgici, oltre certamente ai fricchettoni.
Questo posto viene definito da gestori e sostenitori 'Progetto collettivo di spazio sociale', frase che descrive perfettamente il senso di questo luogo che è soprattutto uno spazio di incontro e di scambio, un luogo vivo dove è possibile approcciarsi alla cultura della vita slow, dove è possibile frequentare corsi di danza e teatro, dove gli stranieri possono seguire corsi di lingua italiana, dove si organizzano cene low-cost, cineforum e mercatini bio.
La programmazione è sempre ricca di eventi molto interessanti, tra giovedì culturali e venerdì all'insegna della buona musica dal vivo.
Ogni terza domenica del mese si svolge il BIO-MERCATO, un evento davvero straordinario e ben strutturato, dove poter acquistare prodotti bio direttamente dai produttori e discutere con loro in merito ad argomenti a volte un po' fumosi come 'chilometro zero' e 'filiera corta' .

Ecco il programma per la prossima domenica 21 Novembre:

Dalle ore 11 e per tutta la giornata:
BIO-MERCATO
ortaggi, frutta e pane, ma anche salumi, formaggi
e molte altre autoproduzioni da gustare ed acquistare.

h 13.30 PRANZO
bio-sociale a cura della Trattoria La Lapide (la Cascina si trova in zona Cimitero Maggiore ;))

Nel pomeriggio sono previsti LABORATORI di produzione bio-sostenibile.Io consiglio ai Milanesi di fare un salto, anche solo per dare un'occhiata a quanto di bello il comune si rifiuta di dare un aiuto per la conservazione. Per chi non è di Milano è un buon modo per visitare la city da un'ottica un po' diversa dal solito, niente passerelle e jet set, ma ne vale decisamente la pena!

Qui il link del sito Cascina Torchiera
http://torchiera.noblogs.org/

A breve un post sulle cascine rural-culturali ancora attive sul territorio milanese.
Accorrete numerosi!


venerdì 5 novembre 2010

Vieni Via con Me, a passo di danza

Lunedì 8 Novembre andrà in onda la prima puntata del discusso programma condotto dalla coppia Fazio/Saviano. Tranquilli, non voglio aprire l'ennesima discussione sulla questione cachet, invitati, programma sì programma no, vorrei piuttosto mettervi al corrente di una grande novità all'interno del programma, e cioè il fatto che ci sarà un corpo di ballo.
E voi direte 'ma quale novità'? E soprattutto 'e che c'azzecca'?
Beh in realtà si tratta proprio di una cosa nuova, non solo per quel che riguarda il programma, ma per la televisione in generale, nel senso che non sarà il classico corpo di ballo con tette e culi volanti, pose sensuali che tendono al pornografico o roba del genere. Tutt'altro, protagonisti saranno danzatori professionisti provenienti dalle fila del teatro-danza e della danza contemporanea, e non mancheranno i nomi di spicco che negli ultimi venti anni hanno fatto la storia del teatro di danza in Italia.
Il coreografo scelto per l'occasione è infatti Roberto Castello, nome conosciuto del panorama teatrale italiano che, negli ormai lontani anni ottanta, ha apportato, insieme agli altri componenti della compagnia che all'epoca si chiamava Sosta Palmizi, una svolta decisiva all'interno del mondo della danza contemporanea. Tutto ciò avvenne grazie al contributo di Carolyn Carlson che fu chiamata nel 1980 dall'allora sovrintendente del Teatro la Fenice di Venezia a formare la compagnia di Teatro e Danza La Fenice, composta da giovani danzatori italiani. Alcuni di questi decisero di intraprendere un percorso personale di ricerca coreografica dando vita appunto a Sosta Palmizi, gruppo composto da Francesca Bertolli, Raffaella Giordano, Giorgio Rossi, Michele Abbondanza, Roberto Cocconi e Roberto Catello. Oggi, tutti gli ex componenti continuano il loro percorso artistico personale con le proprie compagnie all'interno delle strutture che hanno costruito nel corso degli ultimi venticinque anni.
Cercherò nei prossimi post di fare una panoramica della situazione creativa della danza contemporanea in Italia, partendo appunto dai gruppi storici e cercando di farvi conoscere a poco a poco il lavoro di ognuno di loro.
Tornando al nostro nuovo coreografo RAI, negli anni successivi lo scioglimento del gruppo Sosta Palmizi, avvenuto nel 1986, Castello ha creato un proprio gruppo di ricerca, chiamato Aldes, dando vita a spettacoli dal forte carattere sociale e politico in cui si mescolano linguaggi espressivi eterogenei e nuove tecnologie.
Nel 2003 riceve il Premio Ubu Sezione Tatro-Danza per lo spettacolo 'Il Migliore dei Mondi Possibili' e nel 2008 apre SPAM, Centro per le Arti Performative Contemporanee.
Posto qui il video di una celebre performance di Aldes dal titolo Scene da un Matrimonio.


Link del sito di Roberto Castello
www.aldesweb.org

Una piccola parentesi storica per introdurvi un po' nell'ambito di ciò che andrete a vedere lunedì...La situazione è delicata, perché c'è il rischio di non essere capiti o di proporre qualcosa di troppo estraneo al gusto del pubblico della tv generalista.
Personalmente spero che la manovra TV+Danza Contemporanea funzioni.
Voi cosa ne pensate? Sarei curiosa di ricevere i vostri feed-back dopo lunedì!

Aggiorno l'articolo postando qui il video della sigla finale di Vieni Via Con Me, volontariamente evito di fare commenti alla trasmissione. Faccio invece i miei complimenti agli amici artisti presenti in questo video!




venerdì 29 ottobre 2010

Roba che scotta!

Buongiorno a tutti!
Oggi brevissimo post per sollevare una questione che interessa tutti i lavoratori dello spettacolo, in particolare i danzatori free-lance, e cioè il problema del 'lavoro non retribuito'.
Questa piaga, che ormai dilaga in tutto il territorio italiano, e che investe non soltanto i piccoli gruppi e le produzioni di serie b, ma anche nomi noti e grandi produzioni, sta ormai deturpando in maniera indelebile ed incontrollata il mondo della cultura italiana. Eh si, perché lavoro non retribuito significa anche minore qualità delle prestazioni, e, di conseguenza, minore qualità del lavoro.
Per quel che mi riguarda, la causa del problema viaggia su di un binario parallelo: da un lato una legislazione inadeguata (troppi, troppi tagli e distribuzione non equa dei fondi), mancanza di controlli sulla distribuzione dei fondi, mancanza di un sindacato di categoria in grado di difendere VERAMENTE i lavoratori, mancanza di una diffusione conoscitiva di quella che è la cultura della danza contemporanea in Italia.
Dall'altro lato i lavoratori stessi che non riescono a rifiutare offerte di lavoro non retribuito, o retribuito in maniera non adeguata. Questo genera un prolificarsi dell'offerta di prestazione a titolo gratuito, nascosta magari dietro il titolo di 'corso di formazione'. Altro problema la mancanza di un vero e proprio 'albo' dei professionisti, per cui chiunque può considerarsi tale, con gravi conseguenze sulla qualità (perché spesso magari i professionisti nemmeno si presentano a selezioni dove sanno che non ci sono soldi per la produzione, ma i non professionisti sì, solo per la gloria, e i coreografi o produttori che siano, scelgono i meno peggio e fanno la produzione ugualmente, con scarsi risultati in termini di qualità).
La cosa buona è che la questione viene sollevata anche da associazioni di categoria e da singoli artisti che in qualche modo, come me, stanno cercando di far sentire la propria voce.
Perché la cultura è importante, e per fare buona cultura serve che il lavoro di chi la fa venga rispettato.

Vi lascio dei link interessanti. Passateparola!

Coredanza
http://www.coredanza.it/notizie/l%E2%80%99arte-produce-denaro-l%E2%80%99arte-crea-lavoro-l%E2%80%99artista-e-un-lavoratore

Studio28.tv
http://www.studio28.tv/temi/politica/io-voglio-essere-pagato-e-tu/comment-page-1/#comment-536

Per chi di voi non l'avesse ancora vista:

martedì 26 ottobre 2010

Zuppa cremosa di ceci, zucca e funghi porcini

Succede anche a voi che appena arriva un pochettino di freddo vi ritrovate a girare per casa con calzettoni di lana, tutona e plaid sempre pronto sul divano???
Ecco, io sono già in questa tremenda fase 'scacciauomini', e allora tento di tenermi stretto il mio prendendolo per la gola...
Ormai sapete qual'è la mia filosofia in quanto a cibo, per cui prodotti di stagione e via!
Per la ricetta di oggi ho scelto ceci, zucca e funghi porcini...Ottima, davvero.

Ingredienti:
500g di ceci secchi (da mettere in ammollo almeno 12 ore prima)
250g di zucca
50g di funghi porcini secchi (se freschi 250g)
1 cipolla
1 spicchio di aglio
panna da cucina
olio
1 dado
pepe
rosmarino fresco
formaggio pecorino grattugiato

Procediamo:
In una padella far soffriggere la cipolla e lo spicchio d'aglio con la zucca tegliata a tocchetti in olio extravergine di oliva.
Lasciate insaporire le verdure per qualche minuto e poi trasferitele in una casseruola dai bordi alti e aggiungete i ceci scolati (già messi in ammollo per almeno 12 ore).
Aggiungete acqua fino a coprire di circa tre dita le verdure e mettete a bollire sul fuoco.
Aggiungete il dado, il pepe e lasciate cuocere con coperchio per circa un'ora.
Passato questo tempo togliete dalla casseruola un mestolo abbondante di verdura e tenete da parte. Nel frattempo mettete in ammollo i funghi e con il mixer passate le verdure rimaste nella casseruola fino ad ottenere una crema. A questo punto rimettete i cereali che avevate tolto precedentemente nella pentola e aggiungete i funghi e il rosmarino, lasciando sul fuoco per ancora una ventina di minuti. A questo punto spegnete il fuoco e aggiungete la panna e mescolate bene in modo da amalgamare bene il tutto.
Servite in ciotole o fondine calde aggiungendo una goccia di olio a crudo, qualche fogliolina di rosmarino fresco e una spruzzata di pecorino.
Buon appetito!


venerdì 22 ottobre 2010

Siamo ciò che mangiamo...

La qualità del cibo. Cosa significa cibo 'di qualità'? Cosa significa 'mangiare sano'?
Fino a qualche anno fa ci si poteva limitare a escludere dalla dieta i troppi zuccheri, i grassi, i fritti, le bevande gassate. Ora il problema è un altro: anche chi crede di nutrirsi correttamente, in realtà non possiede questa certezza al cento per cento, nel senso che purtroppo poco sappiamo di come il cibo arriva sui banchi della grande distribuzione e poi sulle nostre tavole.
Perché ho deciso di scrivere questo post?
Nei giorni in cui si sta svolgendo il Salone Internazionale del Gusto (Torino, 21/25 ottobre 2010) si arrovellano nella mia testa pensieri che ruotano intorno alla questione 'qualità della vita', cibo in primis. Alcuni incontri che mi hanno fatto riflettere sull'argomento, oltre al fatto che parte della mia famiglia coltiva la terra (per uso privato, s'intende, e che ciò mi permette avere un confronto diretto tra cibo 'biologico' e cibo acquistato al super) hanno fatto sì che scattasse in me un interesse profondo in merito alla questione.
Ma diciamo che la spinta maggiore a scrivere questo articolo è arrivata dopo avere visto un documentario americano - Food, Inc. del 2008 - riguardante appunto il cibo inteso come carne ed ortaggi provenienti dalla grande distribuzione.
Qui si parla di allevamento intensivo, di bestiame riempito di antibiotici ed alimentato con mais (nel caso dei bovini oltre ad essere contro natura provoca anche conseguenze dannose per l'animale e per l'uomo che si nutre di quella carne), carne trattata con ammoniaca per essere disinfettata, soia geneticamente modificata e ovviamente sfruttamento della manodopera.
Certo, in Italia c'è sicuramente una situazione diversa, i controlli sono maggiori, il territorio è limitato per cui anche le dimensioni degli allevamenti e delle colture cambiano. Ma possiamo essere certi della qualità del cibo che ogni giorno ingeriamo?
Voglio dire, siamo sicuri che i pomodori a dicembre non siano stati trattati con sostanze che in qualche modo possono essere dannose per l'organismo?
E poi, date le condizioni in cui verte il nostro Pianeta, si potrebbe anche riservare un occhio di riguardo a tutto ciò che gira intorno al business alimentare.
Intendo dire che è tutta una questione di 'far girare l'economia', ma in questo modo ci stiamo rovinando: cibo cattivo, dannoso per la salute; inquinamento provocato dall'utilizzo dei mezzi di trasporto e dalle fabbriche. Come dire 'ci facciamo del male, ma abbiamo più denaro'. E' un ragionamento un po' da stolti, non credete?
E' anche vero che la questione non è così semplice e non si può esaurire in poche righe, sputando sentenzine un po' da radical chic.
Vorrei semplicemente sollevare una questione, creare un dubbio che possa dar vita ad un confronto, con voi!
Cosa ne pensate di tutto ciò?
Cosa vi dice il termine filiera corta, biologico, biodinamico, eco-sostenibile, chilometro zero?

Intanto vi lascio il link del documentario di cui vi parlavo. E' 'roba forte', per cui state pronti.
http://megavideo.com/?v=9Z8V0FVO
Per chi volesse approfondire la questione bio ecco un altro sito interessante
http://www.greenme.it
Per i cittadini come me, ecco un sito super! (Trovate tutto, anche dove comprare slow)
http://www.slowfoodmilano.it

Sperando di ricevere presto commenti e spunti per continuare la discussione.
Grazie!

mercoledì 29 settembre 2010

Aria di Festival

Settembre, ormai le vacanze sono un lontano ricordo. Siamo tutti tornati alle nostre piccole abitudini, alla routine delle infinite giornate lavorative, agli happy-hour dove si sfoga nell'alcool la frustrazione del non riuscire a dire al capo quello che realmente pensiamo di lui, al cinemino di mercoledì sera che costa un euro e cinquanta in meno.
Ecco: di questo passo arriveremo all'abbruttimento in meno di un mese.
Se vogliamo mantenerci un attimino frizzanti, conoscere gente nuova, respirare una boccata d'aria fresca, eccomi a suggerirvi alcuni festival dove potrete degustare nuove ed inedite crazioni di giovani ed affermate compagnie del panorama teatrale nazionale ed internazionale.

Festival Es.Terni
Giunto alla quinta edizione il festival per le arti contemporanee offre un calendario ricco di eventi che spaziano dal teatro di ricerca alla danza contemporanea.
Terni, dal 23 settembre al 3 ottobre
Luoghi Vari
http://www.ternifestival.it/2010/

Festival MilanOltre
Quest'anno ospitato nelle sale del rinnovato e bellissimo teatro Elfo Puccini di Corso Buenos Aires e nella nuova sede del Pim Off, con una programmazione dedicata alla scena italiana ed agli Stati Uniti; grandi nomi della danza made in USA quali Stephen Petronio e Alonzo King si alterneranno all'italiana Adriana Borriello e a tanti giovani nomi della Vetrina Italia.
Milano, dall'8 Ottobre al 21 Novembre
Teatro Elfo Puccini - Teatro Pim Off
http://www.milanoltre.org

Festival RomaEuropa
Giunto alla sua venticinquesima edizione, il RomaEuropa Festival è unvero e proprio contenitore delle meraviglie: teatro, cinema, musica, danza, performance; un festival a tutto tondo insomma, all'insegna dei nuovi linguaggi e della commistione dei generi.
Roma, dal 21 settembre al 2 dicembre
Luoghi Vari
http://romaeuropa.net/festival/

Vie Scena Contemporanea Festival
Un prezioso e ricco festival che si svolge in Emilia-Romagna nei territori di Modena, Carpi e Vignola. Offre nomi del panorama italiano ed internazionale d'avanguardia.
Quest'anno tra gli altri Pippo Delbono e il Workcenter di Jerzy Grotowski.
Modena, Carpi, Vignola, dall'8 al 16 ottobre
Luoghi Vari
http://www.viefestivalmodena.com/default.htm

On the Road - Short Formats 2010
Nuova veste per il festival dei 'pezzi brevi' diretto quest'anno da Massimo Carosi, e organizzato dallo storico CRT di Milano; il festival si svolgerà infatti in vari luoghi e sarà all'insegna della danza urbana.
Milano, dall'8 al 10 ottobre
Spazi Urbani della zona 5
http://www.teatrocrt.it/scheda_spettacolo.php?id=3277

Enjoy!

lunedì 30 agosto 2010

Fiori di Zucchina in Pastella con Formaggio Bastardo ed Erbe Aromatiche

Ciao a tutti!
Questa sera posto una ricetta veloce, ideale in estate e che vede come ingrediente principale i fiori di zucchina, facili da reperire in questa stagione.
Da accompagnare con un brioso bicchiere di prosecco, per un aperitivo sfizioso...

Ingredienti:
10 fiori di zucchina
100g di formaggio Bastardo semi-stagionato (o formaggio tipo taleggio)
erbe aromatiche (cipollina e basilico)

Per la pastella:
200g di farina
due chiare d'uovo
un cucchiaio d'olio
un pizzico di sale
un cucchiaio di marsala
acqua gasata

Amalgamate bene la farina setacciata con il sale, l'olio e il marsala. Aggiungete poi un po' d'acqua e le chiare dell'uovo montate a neve. Continuate a mescolare e ad aggiungere acqua fino a quando non avrete ottenuto una crema piuttosto densa e liscia.
A questo punto riempite i fiori con delle palline di formaggio che avrete precedentemente impastato con le erbe, avendo cura di aver eliminato i pistilli.
Successivamente immergete i fiori nella pastella e poi friggete in olio di semi ben caldo.
Cuocete i fiori fino a quando non avranno raggiunto un bel colore ambrato e poi adagiateli in un piatto ricoperto di carta assorbente. Fateli raffreddare leggermente prima di servire.
Bon appetit!

mercoledì 18 agosto 2010

Polpo in umido con patate

Quasi provo imbarazzo ad irrompere qui, così indiscreta, dopo tutto questo tempo, nonostante il blog sia mio!
Ma il destino mi porta, di questi tempi, ad errare verso lande...ehm...scusate ;)
Scherzi a parte, il tempo a disposizione è quello che è, ma prometto che da settembre il blog verrà aggiornato con più frequenza, dando anche magari più spazio alla sezione 'performing arts'...
Ora però vi posto una ricettina niente male che ho provato qualche sera fa...finalmente sono riuscita a ricreare il polpo in umido come l'avevo gustato in Grecia (o quasi!).
Questo fantastico viaggio nel Peloponneso risale al 2006, ma quel sapore non l'ho ancora dimenticato...Purtroppo non ricordo il nome del ristorante, ma posso dirvi che era a Gythio, all'estrema destra del lungomare (guardando il mare, dando le spalle al paese), se per caso passate da quelle parti fermatevi perché ne vale davvero la pena, vi fanno scegliere il pesce e ve lo cucinano direttamente sulla brace, inoltre, se vedono che siete buone forchette, per tutta la sera non fanno altro che portare in tavola specialità di pesce cucinato in ogni modo...adoro!

Ingredienti (per 4 persone):
4 polpetti di circa 3 etti l'uno.
15 pomodori da sugo
4 patate un po' grosse
1 cipolla rossa
2 spicchi di aglio
carota/sedano
sapori (prezzemolo, alloro, timo, rosmarino, peperoncino)
sale q.b.
olio q.b.
un bicchiere di vino bianco secco

Preparazione:
Inizio col dire che se aveste in casa una pentola di coccio sarebbe fantastico!
Ma anche una bella pentola antiaderente va bene...
Iniziamo col fare un soffrittino con carota, sedano, cipolla e aglio, in olio extravergine di oliva.
Dopo qualche minuto aggiungiamo i polpetti che avremo nel frattempo pulito (togliamo gli occhi e il dente, teniamo sacche e tentacoli, lavati molto bene sotto l'acqua fredda). Solitamente io taglio il mollusco in tocchetti non troppo piccoli (lascio la lunghezza dei tentacoli), ma possiamo anche lasciarlo tutto intero, esteticamente è sicuramente meglio, bisogna solo fare attenzione alla cottura (un po' di più).
Lasciamo soffriggere insieme alle verdure fino a che i nostri polpetti saranno diventati belli rossi e un po' arricciati, a quel punto possiamo versare il vino, e cuocere fino a che sarà evaporato (7-8 minuti).
Ora possiamo aggiungere le patate tagliate a tocchetti, i pomodori a pezzetti, il sale e il peperoncino. L'acqua lasciata dalle verdure e dai polpi dovrebbe bastare. Mescolate di tanto in tanto, chiudendo ogni volta con il coperchio (attenzione a non tenere la fiamma troppo alta, direi che all'inizio può esser vivace, poi abbassate al minimo). La cottura si aggira intorno all'oretta e 1/4 o poco più. Verso fine cottura (un mezz'oretta prima della fine) aggiungete un trito di sapori e amalgamate bene. Il sugo risulterà alla fine molto denso ed il polpo dovrà essere morbido.
Potete servire con dei crostini di pane e accompagnare con un'insalatina fresca.
Bon appetit!


venerdì 18 giugno 2010

Pop-Porno

Decido di parlare di una mostra d'arte. Lo decido perché Pig-Island, prima grande mostra in Italia dell'artista americano Paul McCarthy, mi ricorda il teatro di Rodrigo Garcìa. Forse è solo per via del ketchup.
Decido che oggi è un buon giorno per andare in Brera a respirare un po' d'arte. Lo decido perché c'è il sole e l'aria è frizzantina. Forse è solo che non ho più voglia di studiare.

Arrivo a Palazzo Citterio e l'enorme faccione di un Bush in silicone rosa porco mi accoglie mentre lascivo si diverte a sodomizzare un maiale. Osservo un po', giro intorno all'opera.
Decido che mi piace.
Poi qualcosa mi distrae. Lì, nell'angolo, quasi come si fosse appena sdraiato per fare un riposino, o forse perché non si sente molto bene, o forse perché è un po' morto, ecco il corpo di McCarthy. Una brandina misera e questo corpo d'omaccione con la pancia da bevitore di birra e la camicia di flanella che fa molto America. Il membro a vista. Forse è morto perché non ce la faceva più a sopportare così tanta pornografia nel mondo. Proprio lui che da quella pop-pornografia ne ha tratto ispirazione per la sua arte provocatoria. Ma è soltanto un fantoccio. McCarthy è ancora vivo e vegeto.

Mi muovo tra le stanze un po' frastornata dalle urla che provengono dai video proiettati sui muri del palazzo. Mi accorgo che la forza di questi video sono i suoni, nonostante le immagini propongano tutto un repertorio di fluidi riconducibili all'organico, di smorfie grottesche, di lingue, di tette e di birre. Quelle grida ti trapanano il cervello, quasi come se si scollassero dalla registrazione per attaccarsi ai tuoi neuroni, quasi come se l'immagine fosse la patina dorata e il suono la ruggine che ci trovi sotto quando gratti un po'.
Incontro un cubo ripieno di ketchup e un corpo di donna seduto su di un tavolo. Indossa una maschera. Tutto cartonato. Tutto manga. Tutto fast.

Arrivo nella sala di Pig-Island. E' un immenso laboratorio. Il retrobottega dell'imbalsamatore.
Mi dicono che non posso camminare sulla moquette. Perché no?! Come faccio a vedere cosa c'è negli anfratti di tutto quel bordello? Mi sento un voyeur. Sono un voyeur. Sono lì a cercare di spiare nell'intimo dell'artista, nel suo privato, tra gli aborti di scultura e le chincaglierie. Vorrei entrare in quello spazio, vorrei violarlo. Vorrei giocare anche io. Sento che dentro quello spazio è come quando da piccolo ti fai la capanna con gli ombrelli aperti. E' calore, prima dell'età adulta.

Prima dell'uscita ad attendermi c'è una gigantografia gonfiabile di una bottiglia di ketchup.
Sono fuori.
Decido che la realtà è più forte della provocazione di McCarthy.
La sua parodia della società è meno forte di quanto non sia la pornografia della società stessa.
E' vero, i simboli e le icone entro i quali si rispecchia il mondo di oggi sono falsi e meschini, ma credo sia ormai un dato di fatto. La denuncia non basta, serve l'azione.
Ma forse la denuncia è già azione.
Punto di domanda.

Pig Island - L'Isola dei Porci
di Paul McCarthy | Organizzazione Fondazione Nicola Trussardi
Palazzo Citterio Via Brera, 14 - Milano
Dal 20 Maggio al 4 Luglio
Entrata Libera

http://www.fondazionenicolatrussardi.com/exhibitions/Pig_Island.html

giovedì 17 giugno 2010

Il teatro è inutile?

Con questo post vorrei mettere in evidenza una questione che a me, come a molti altri lavoratori del settore spettacolo, sta molto a cuore e cioè la soppressione dell'ETI (Ente Teatrale Italiano).
Non è un mistero che la situazione culturale ed artistica in Italia sia in condizioni pessime, (vedi i numerosi tagli alle fondazioni lirico-sinfoniche, ecc.ecc.) come certamente lo sono anche altri settori, ma insisto col dire che la cultura è uno strumento utile alla costruzione identitaria di una popolazione, per questo credo sia necessario lottare affinché non venga reso impossibile l'accesso alla cultura, all'arte, al teatro.

La cultura [...] è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri."
(A. Gramsci)

L'ETI è (era) l'unico ente pubblico che in Italia promuove cultura e spettacolo dal vivo.
Il suddetto ente è stato soppresso dal decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010.
Che dire?
Vorrei solo che rifletteste sulla questione. Rifletterei sul fatto che ormai fare cultura in Italia è reso possibile soltanto da enti e fondazioni a carattere privato. E lo dico con rammarico, essendo io legata politicamente al ricordo di una sinistra ormai inesistente, perché secondo la mia logica dovrebbe essere lo stato a riconoscere nella cultura un bene comune ed impegnarsi così alla sua produzione e distribuzione in modo tale che le masse ne possano fruire in modo libero.
Ma ahimé, l'utopia di una cultura libera è lontana, e a questo punto non posso che inchinarmi di fronte a quelle istituzioni private che decidono di investire il proprio denaro in progetti di carattere culturale, perché lo stato se ne disinteressa. Ovviamente a scapito nostro, ma noi italiani si fatica a capire certe cose.

La cultura rende un popolo facile da guidare, ma difficile da trascinare; facile da governare, ma impossibile a ridursi in schiavitù.
(Henry Brougham)

Però io credo che sia giunta l'ora di fare sentire la propria voce.

Perché non possiamo vivere di sola mariadefilippi.


Per chi fosse interessato a sostenere questa campagna, ecco il link per firmare la petizione a sostegno dell'ETI:
http://www.enteteatrale.it/index.php/component/option,com_petitions/Itemid,205/id,218/view,petition

Plumcake Leggero ai Profumi d'Estate

Una ricetta veloce per un plumcake leggero, ma nutriente, ottimo per cominciare la giornata, o per accompagnare il tè...Perfetto per tutti coloro che, come me, amano dormire fino all'ultimo e rubano tempo alla colazione, infatti questo tortino si conserva perfettamente per alcuni giorni (magari tenendolo in un sacchettino per alimenti, al fresco).

Ingredienti:
150g Farina 00
150g Frumina
100g zucchero (se preferite più dolce aggiungete zucchero)
1 bustina di lievito
1 vasetto di yogurt intero alla pesca
3 uova
due cucchiai di margarina con burro
1 pizzico di sale
1 pugnetto di uvetta sultanina
1 pesca noce
nocciole tritate
un goccino di liquore dolce (io ho usato Cointreau), in alternativa succo di limone.

Amalgamate bene tutti gli ingredienti (tranne la pesca che taglierete a fettine e lascerete un attimo da parte), partendo dal setacciare le due farine e mescolando le uova con lo zucchero. Unite i due composti e aggiungete poi il burro, il lievito, lo yougurt e il pizzico di sale.
A questo punto potete aggiungere la granella di nocciole (meglio se la fate voi, tritando delle nocciole intere, mantiene meglio l'aroma della nocciola!In alternativa sono ottimi anche gli amaretti!), l'uvetta sultanina che avrete precedentemente fatto rinvenire in acqua tiepida, e una spruzzata di liquore.
Mescolate bene fino ad ottenere un composto abbastanza denso ed elastico, fate attenzione che non ci siano grumi.
Imburrate ed infarinate uno stampo per plumcake e versate una parte di composto sul fondo, dopodiché disponete le fettine di pesca e ricoprite il tutto con il restante impasto.
Infornate a 180° per circa 30 minuti, e comunque finché la superficie non risulterà bella dorata (io faccio sempre anche la prova dello stecchino).
Ottima se servita accompagnata da una purea di frutta fresca e amaretti.
Voilà! Buon appetito!

mercoledì 16 giugno 2010

Capturing Emotions

Buongiorno a tutti!
Di ritorno da un lungo soggiorno veneziano, mi rituffo nella realtà quotidiana per qualche giorno...prima di partire nuovamente!
Nelle ultime tre settimane Venezia è stata la mia casacittà, qui ho partecipato ad un progetto chiamato Coreographic Collision, Percorso di formazione coreografica realizzato dall'Associazione Danzavenezia in collaborazione con La Biennale di Venezia nell'ambito del 7. Festival Internazionale di Danza Contemporanea con la direzione artistica di Ismael Ivo.
E' stata un'esperienza profonda, durante la quale ho potuto approfondire la mia ricerca, seguendo workshops, guardando spettacoli, partecipando a discussioni e conferenze e stando a contatto con numerosi artisti di fama internazionale.

Quest'anno la Biennale Danza ha ospitato artisti provenienti da Cananda, Australia, Nuova Zelanda, USA e Italia.
Dal 26 Maggio al 12 Giugno sui palcoscenici dell'Arsenale, della Fenice, del Malibran e del Toniolo si sono susseguiti spettacoli eterogenei e di altissima qualità.

Il Festival si è aperto con le performances di artisti provenineti dal Québec: una miscellanea di stili, un universo ibrido e sfrenato che si lascia ispirare e contaminare da tutto ciò che è movimento, dalla danza tradizionale giapponese, al classico; dal moderno, all'hip-hop.
Tra i numerosi artisti e le compagnie provenienti da questa regione dell'estremo nord ricordiamo Daniel Leveillé, Compagnie Marie Chouinard e Kidd Pivot Frankfurt RM.

Si è aperta poi la parentesi Australia con spettacoli davvero diersi tra loro, dall'intimismo del solo di Ros Warby, alla spettacolarità degli ensemble della Sydney Dance Company, dalla danza cinematografica di Splintergroup e le sperimentazioni tecnologiche di Chunky Move, alla bellezza estatica fusa con l'impegno politico di MAU.

In chiusura il Festival ha presentato quattro prime assolute: Di me in Me di Adriana Borriello; Cut-Outs and Trees dell'italo svedese Cristina Caprioli; Tristi Tropici, spettacolo visionario e sublime di Virgilio Sieni e Another Evening: Venice dell'americano Bill T. Jones.

Il Leone d'Oro alla carriera è stato consegnato quest'anno a William Forsythe, personalità di spicco nel panorama della danza internazionale che ha cambiato la visione del rapporto tra contemporaneità e danza di tradizione accademica; direttore per vent'anni del Frankfurt Ballet, dirige oggi The Forsythe Company.

L'ultimo giorno il festival ha ospitato all'interno dell'evento Marathon of the Unexpected numerose compagnie giovani provenienti da tutto il mondo.
Il festival si è concluso con il GO&Go Dance Party, per celebrare la danza come momento di condivisione, una serata costruita sull'incrocio delle arti con interventi performativi a cura dei coreografi di Coreographic Collision diretti da Ismael Ivo.

Il sito di Biennale:
http://www.labiennale.org/it/danza/festival/

Il Blog di Biennale Channel con le critiche agli spettacoli a cura del Gruppo Critico di Choreographic Collision:
http://www.labiennalechannel.org/locator.cfm?PageID=1117

giovedì 25 marzo 2010

Sur Le Pont D'Avignon

L'on y danse, l'on y danse...
Queste le parole della famosa filastrocca che tutti noi cantavamo da piccoli.
Il ponte in questione è il Pont St. Bénézet, simbolo della cittadella fortificata che nel XIV secolo venne scelta da Clemente V come nuova sede papale.
I nove papi che si succedettero alla guida della Chiesa, e che scelsero di rimanere nella città di Avignone, fecero edificare un complesso edificio dalle dimensioni ciclopiche che fu utilizzato al contempo come residenza papale, luogo di culto e sede amministrativa. Il palazzo di cui sto parlando è il famoso Palais des Papes (Palazzo dei Papi), oggi meta turistica di indiscusso fascino.
Le mura tondeggianti racchiudono il cuore della città che si affaccia sulle sponde del Rodano, sulle cui acque sorge il famoso ponte.
Il periodo migliore per fare un viaggio ad Avignone è sicuramente luglio, poiché in questo periodo si svolge il famoso Festival D'Avignon, un prestigioso festival teatrale che ogni anno vede migliaia di artisti e turisti riversarsi nelle strade per dar vita ad un vero e proprio spettacolo a tutto tondo.
Il Festival cosiddetto IN, fondato nel 1974 da Jean Vilar, ospita ogni anno numerosi artisti di fama internazionale e propone spettacoli di altissimo livello nei luoghi più suggestivi della cittadella, come la Court D'Honneur del Palais des Papes, il chiostro Des Carmes e quello Des Célestins.
Al festival ufficiale si affianca il coloratissimo ed eterogeneo universo dell'OFF, una grande giostra che ospita numerosissime compagnie provenienti da tutta Europa che ogni anno si contendono gli ambiti palchi dei teatri che popolano la città di Avignone.
La concorrenza è davvero spietata, per questa ragione gli artisti si riversano nelle strade per pubblicizzare i loro spettacoli proponendo piccoli ed accattivanti assaggi delle loro performance. La città si trasforma così in un festoso e colorato circo, dove tutti sono al contempo attori e spettatori.
Non posso non citare il trasversale L'été Danse des Hivernales, piccola ma preziosa vetrina di danza.
Ma Avignone non è solo questo. Tolto l'abito festivaliero rimane l'anima di questa deliziosa cittadella con le sue mura antiche, il gotico, il ponte, il fiume...e il cibo.
Tra la fitta rete di stradine trovano spazio ristoranti, bistrot e brasserie dove fermarsi per una pausa culinaria è d'obbligo.
Ce n'è per tutti i gusti, dalla cucina francese alla cucina tipica del sud, dalla fusion all'etnico.
Ho vissuto ad Avignone per sette mesi e consiglio vivamente ai 'viaggiatori' di tenerla in considerazione tra le loro prossime mete di viaggio, tutta la zona è davvero fantastica, la région PACA (Provence, Alpes, Côte D'Azour) riserva preziose sorprese per i propri visitatori.
Ecco un mini-guida avignonese, per chi ha voglia di France...
Per un aperitivo/serata un po' intellectual-radical-chic il luogo ideale è il Cinéma Utopia, luogo di cultura dall'arredamento un po' bizarre che propone pellicole in lingua originale un po' ricercate e dibattiti sull'arte e l'ecologia. Nel piccolo bistrot all'interno è possibile gustare ottime tartines accompagnate da un buon bicchiere di vino per pochi euro...Da provare assolutamente la tapenade-chèvre, bruschettona con patè di olive e formaggio di capra fuso.
Se si vuole approfondire l'argomento tartines è il caso allora di fare una capatina da Ginette et Marcel, locale imperdibile dal gusto un po' rétro, arredato come un' épicerie degli anni '40 che propone una ricca lista di bruschette, ma anche insalatone, piatti veloci ed ottimi desserts.
Per chi ama il brocantage, la cucina fusion (francese con influenze arabeggianti) e l'informalità, c'è Le Bazou: locale davvero curioso, arredato in maniera originale con pezzi d'antiquariato e chincaglierie. Accoglienza calorosa e cucina ottima. Non c'è menù, o meglio, il menù è scritto su una lavagnetta che viaggia di tavolo in tavolo e che propone ogni giorno piatti differenti. Super consigliati gli aperitivi della casa!
Se volete sentirvi coccolati il luogo che fa per voi è L'épice and Love, dove la signora Marie vi accoglierà prendendovi letteralmente per la gola.
Un altro ristorante che mi sento di consigliare è il Pago Pago, dove si possono gustare ottimi formaggi e piatti light. Questo ristorante si trova in Place des Carmes, sulla quale si affacciano numerosi ristoranti e che d'estate diventa un'immensa terrazza da pranzo, per cui fate attenzione a scegliere i tavoli che appartengono al ristorante che avete scelto (parlo per esperienza personale!).
Per addolcirvi un po' vi suggerisco una mezza dozzina :) di Macarons, favolosi biscottini a base di albumi e farina di mandorle, mille gusti - mille colori...La pasticceria Mary Popin's del giovane Roland è un paradiso. Avvolti in un'atmosfera candy, crederete di essere entrati nella favola di Hansel e Gretel...ma niente strega!
Imperdibile il mercato provenzale Les Halles che offre prodotti di alta qualità: formaggi, salumi, vini, spezie e quant'altro...un tripudio di profumi e colori, dove fare gli acquisti dell'ultimo giorno, per portarsi un po' di sapore di Francia a casa.
Da non perdere la domenica mattina il Marché aux Pouces in Places des Carmes e il martedì e giovedì il Marché à la Brocante in Place de Corps Saints.
Davvero una micro-guida, ma non voglio togliervi il piacere di perdervi tra le viuzze e scoprire il locale che più si addice al vostro gusto.


Indirizzi:

Cinéma Utopia
La Manutention, 4 rue des escaliers Ste Anne

Ginette et Marcel
25, Place des Corps Saints

Le Bazou
24, Rue du Chapeau-Rouge

L'épice and Love
30, rue des Lices

Le Pago Pago
20, Place des Carmes

Les Halles
Place Pie

Mary Popin's
rue du Général Leclerc (di fronte al conservatorio)

martedì 5 gennaio 2010

Torta Cioccolato Cocco e Banana

Anno nuovo vita nuova! Per questo ho fatto fuori un po' degli ingredienti che erano rimasti nella dispensa. Oggi ho aperto l'armadietto della cucina ed ho trovato un paio di tavolette di fondente già aperte e del cocco rapé, perfetto...Vai di torta cioccolatosa!
Super veloce e di sicuro successo!

Ingredienti:
200g di farina + 100g di maizena
180g di zucchero
3 uova
100g di farina di cocco
una bustina di lievito vanigliato
150 g di burro
150g di cioccolato fondente
una banana
un pizzico di sale
zucchero a velo per guarnire

Uniamo tutti gli ingredienti in una ciotola: dapprima le uova con lo zucchero (in modo da montare bene bene le ovine), poi si aggiunge a poco a poco la farina mischiata alla maizena continuando a mescolare; in seguito il burro sciolto e il cioccolato (che avrete fatto sciogliere a bagnomaria), infine il lievito, il cocco e il pizzico di sale. Mescoliamo bene in modo da ottenere un composto omogeneo e aggiungiamo la banana tagliata a tocchetti. Inforniamo a 180° per circa un'oretta. Quando la torta si è un po' raffreddata cospargiamola di zucchero a velo...Et voilà! Bon Appetit!